La Crisi di Luglio è…In Netta Ripresa!

La Crisi Di Luglio
Tra i tormentoni dell’estate 2015 che sta andando a concludersi, non si possono dimenticare i La Crisi Di Luglio, che hanno fatto breccia con la loro Vacanze a Rimini. I La Crisi di Luglio sono Daniele Ardenghi e Andrea Podestani, due ragazzi di 30 e 31 anni di Brescia.
Oggi, venerdì 4 settembre, vede la luce il loro primo EP In Netta Ripresa, del quale Daniele Ardenghi ci ha dato qualche anticipazione.

Partiamo dalle origini. Com’è avvenuto il vostro incontro? Come avete scelto il vostro nome e perché?
Io e Andrea ci conosciamo dai tempi dell’università e il nostro è un rapporto di amore-odio, ma ciò che ci accomuna è l’amore per la musica e gli ascolti. Abbiamo fatto esperienze diverse, lui ha vissuto in Inghilterra mentre io sono rimasto qui. A un certo punto abbiamo deciso di realizzare qualcosa insieme in italiano. Il nostro nome, invece, nasce per caso dopo aver aperto wikipedia. Il primo articolo, che è sempre random, era proprio sulla crisi di luglio, ovvero quel periodo che ha preceduto lo scoppio della prima guerra mondiale. Poi, questo nome ci si è praticamente cucito addosso, era carino, suonava bene e non l’abbiamo più cambiato. Infine, nell’agosto 2014, la Warner ci ha contattati, dopo aver visto il video di Benaco, per metterci sotto contratto.

So che avete un background molto british (Oasis, Blur, The Smiths) in quanto a gusti musicali, eppure nelle vostre canzoni c’è un sound completamente diverso. E’ una scelta voluta?
Guarda, credo che in un certo senso – per esempio il modo in cui scriviamo le melodie dei nostri pezzi – possa trasparire il nostro background musicale. Abbiamo atmosfere pop, i La Crisi di Luglio si sentono un gruppo pop, ma in Benaco c’è molto di brit-rock: alcune gibson, ad esempio, fanno molto Noel Gallagher. In tutto ciò, però, c’è spazio anche per le atmosfere dance anni ‘90. Buongiorno Morea, per esempio, è assolutamente eurodance anni ‘90, come quella di quando eravamo noi ragazzini. Era bellissima.

Il vostro EP si intitola “In Netta ripresa”…vi state riprendendo da chi o che cosa?
Prima di tutto, ci piaceva il contrasto creato dal titolo dell’album con il nostro nome: La crisi di Luglio…in netta ripresa! Siamo ragazzi che amano la musica allegra, ci piace divertirci. Inoltre, in questi ultimi mesi sta passando sempre più spesso il concetto dell’Italia che è in leggera ripresa: a noi piace sognare che questa ripresa non sia leggera, bensì netta.

Ho notato due filoni: il primo piuttosto “territoriale” (Marconi e Benaco), l’altro invece più generale. Vorrei sapere come la pensate e se il filone “territoriale” è nato prima o dopo dell’altro.
Agli inizi volevamo scrivere un disco del tutto territoriale. La Warner, però, ci ha detto che nonostante fosse un bel progetto, il rischio sarebbe stato quello di essere troppo locali. Di quel progetto è rimasto tutto ma l’unico pezzo volutamente territoriale è solo Benaco, gli altri hanno assunto una connotazione più generale. E’ imprescindibile, però, che la nostra ispirazione sia tutto ciò che ci circonda. Ad esempio, l’ultimo pezzo si chiama Elicottero perché io, guardando dalla mia finestra, vedo spesso gli elicotteri dell’elisoccorso.

La Crisi di Luglio Cover In Netta Ripresa
La cover di “In Netta Ripresa”, primo EP dei La Crisi di Luglio.

Il primo singolo, Vacanze a Rimini, ha la melodia da canzone estiva ma al suo interno nasconde anche riferimenti molto seri come, ad esempio, la strage di Bologna del 1980. Come riuscite a combinare fatti di cronaca così cupi e leggerezza?
Vacanze a Rimini nasce dal racconto delle nostre estati da bambini e adolescenti, parla di ricordi, delle vacanze, del calcio e dello sport, di voler essere come i ragazzi grandi che andavano in discoteca. Però poi capitavano inaspettatamente fatti brutti, come l’attentato a Borsellino, che arrivavano come una scivolata nelle gambe e tu non capivi realmente cosa significassero.

Chi è Morea, la ragazza di cui parlate in Buongiorno Morea? E’ una figura realmente esistita nella vostra vita?
Nasce da un sogno che ho fatto. Era il dicembre del 2014, verso le 6 o le 7 mattino sogno di osservare un uomo vestito con un abito ‘800 che parla a una ragazza e la chiama a gran voce Morea. Lo dice così forte che mi sveglio. Mi sento felicissimo, è il mio giorno libero dal lavoro, e vedo una persona a cui racconto questo sogno. Dopo averlo raccontato, questa persona mi dice “ti rendi conto che morea è l’anagramma di amore?” Questo sogno mi ha trasmesso una gran sensazione di felicità e penso che sia stato il pezzo dei La Crisi di Luglio a giocare un ruolo determinante quando abbiamo fatto ascoltare il nostro materiale.

Potete raccontarci come nascono le vostre canzoni? le scrivete insieme? vi spartite i compiti?
In realtà lavoriamo separati perché abbiamo due approcci completamente diversi al lavoro. Andrea è un bravissimo musicista e ha un modo di lavorare laborioso, studia molto. Al contrario, io sono molto istintivo e di pancia, perciò questa diversità ha reso naturale lavorare ognuno per conto suo. La collaborazione nei pezzi nasce in studio.

Il vostro EP esce venerdì 4 settembre. Quanto tempo avete impiegato, complessivamente, a registrarlo?
Abbiamo iniziato a scrivere le canzoni dall’agosto 2014, l’unica antecedente era Benaco. I provini li abbiamo registrati tutti quest’anno. Infine Marco Barusso, un bravissimo fonico e musicista di Milano, ha fatto un maxi lavoro di produzione, rendendo i nostri brani ancora più belli.

Com’è nata l’iniziativa della campagna online che mette in copertina tutti i personaggi simbolici di questa Crisi di Luglio? (Merkel, Tsipras, Grecia, Europa, Borsellino e altri).
Il merito è di chi si occupa di queste cose in Warner: hanno saputo pescare nel nostro immaginario con coerenza, fatto da Holli e Benji ma non solo, e dall’attualità. Così facendo si sono create delle contrapposizioni assolutamente affascinanti.

Cosa vi aspettate per il futuro?
Per il futuro immediato, siamo affacciati alla finestra per veder passare l’elicottero e capire cosa succede. Per un futuro un po’ più lontano, sappiamo esclusivamente che vogliamo continuare a scrivere canzoni, perché è ciò che adoriamo fare.

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