Sanremo 2015: il premio della critica

Sanremo 2015: premio della critica

I tempi tra un’intervista e la successiva sono sempre più stretti. Stanchezza e nervosismo sono palpabili in sala stampa. E, penso io, anche fuori. Stasera è una sera speciale: si vota per il Premio della Critica. Sarà infantile, ma sento davvero la responsabilità di dover esprimere un voto. Si vota per testata, ogni testata ha un unico voto a disposizione per i Campioni, e un altro per le Nuove Proposte. Però Silvia e io, come inviate per Teatro.it, non avremo problemi a metterci d’accordo su chi votare stasera. Al netto di eventuali sorprese, in positivo e in negativo, ovviamente.

– Chi voti, Cla?
– Tanto non te lo dico, è un segreto

Il moroso comare abbassa gli occhi, sorride furbetto, e insiste. Ma le regole sono regole. Si vota stasera, e non si dice per chi. Nemmeno alle domande indiscrete dei propri cari.

Se ieri Sanremo era il festival del surreale, oggi è il giorno delle domande indiscrete. I tentativi di fare polemica sul nulla, di alcuni, sono naufragati nei giorni scorsi. Il Festival della Musica Italiana, quest’anno, è un festival tranquillo. Evitate, pare, le ingerenze politiche; irreali le accuse di censura da parte di Twitter dietro ordine della RAI; e assurde le polemiche di alcuni sulla “diretta in differita” dalla stazione spaziale. Conti giustifica la cosa con un onesto “non possiamo obbligare la NASA a fare il collegamento quando volevamo noi“. Ha senso, coma ha molto senso il rimando al “racconto della trasmissione“.

Perché Sanremo è sì il festival in cui i concorrenti cantano in diretta, ma è anche un racconto della musica italiana, delle sue eccellenze, delle sue stramberie e di tante altre cose. E non è una registrazione in differita a togliere la magia di ascoltare Samantha Cristoforetti dallo spazio. (Ah, il moroso nerd ha rotto le scatole perché facessi una spiegazione tecnica approfondita: caro mio, vai a leggere il post di Attivissimo, che a Sanremo c’è da parlare di musica, oggi).

Annalisa-Scarrone-Sanremo.31

– Perché non hai fatto l’acuto?
– L’ho fatto
– Ah sì? Scusa, forse è perché io l’ho studiata, la canzone, ed, ecco, sono abituata ad altezze diverse…

Voce impostata, tono deciso. E un giudizio tagliante sull’esibizione di Annalisa di ieri sera. O si vuol far notare, o non ne capisce, o entrambe le cose. Silvia mi stringe la mano. “Non ti arrabbiare“, sussurra. Da dietro un collega sbotta “Ma che domanda è? Le sta mancando di rispetto“. L’acuto di Annalisa, ieri sera, è stato formidabile. Lo sappiamo, e lo sa anche lei. Sorride, e con dolcezza afferma

– No no, fidati: l’ho fatto

La strizzata d’occhio finale è un tocco di classe. E, Nali, hai proprio ragione quando affermi di essere maturata e di aver imparato a volerti bene. Davvero.

Masini si diverte a ricordare il passato. Qualche giorno fa ci ha detto di essere “più ottimista e tranquillo“; oggi se ne esce con “se dovessi scrivere adesso Vaffanculo non basterebbero 4 ore di canzone“. Il tono scanzonato, la piega della bocca, e una luce negli occhi. Non è più rabbia o cattiveria, è la consapevolezza di chi ha capito che ci saranno sempre cose per cui smadonnare. Però, nonostante tutto, si può e si deve andare avanti.

Sanremo 2015 Ariston

Lo spettacolo è fatto di questo, di vecchie glorie, nuove proposte, carta stampata e web megazine, radio online, blog, e recensioni sui grandi quotidiani. Uno spettacolo che piace ai giovani, racconta Leone. E che abbracciando le nuove tecnologie porta ad aumentare il numero di voti espressi tramite il televoto, via SMS e via app per smartphone. Questo apre la porta ad alcune considerazioni per il futuro. Il festival finisce domani sera, ma già si parla di una sua edizione novembrina. Sarà una settimana dedicata alla selezione dei giovani in gara, trasmessa in TV, a mo’ di talent. Al sentirlo, molti di noi rabbrividiscono. Poi scuotiamo le spalle. Novembre è distante, e ci sono ancora due lunghe serate davanti a noi di musica, recensioni, commenti. E di sonno arretrato.

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